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Lettera di ringraziamento al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per i suoi interventi sulla comune cultura europea e per tutelare i cittadini

*inviata al Segretario generale il 26 novembre 2018

Al Presidente della Repubblica
Sergio Mattarella
Palazzo del Quirinale, Roma

Egregio Signor Presidente,

come docenti universitari sempre più convinti dell’importanza dell’unificazione europea come reale progresso della nostra civiltà, a beneficio dell’intera comunità internazionale, Le siamo grati per i Suoi coraggiosi interventi pubblici, che confermano la Sua convinzione e rinsaldano la nostra in merito al dovere di difendere e promuovere l’Unione europea verso l’obiettivo della federazione democratica degli Stati del nostro continente.

Con riconoscenza abbiamo recentemente apprezzato il Suo discorso presso l’Università di Lund in Svezia, in cui ha sottolineato il ruolo centrale delle università nel promuovere l’unità della cultura europea attraverso la libertà della ricerca e l’interscambio di saperi e di conoscenze.

Grazie anche per aver sottolineato nella medesima circostanza l’apporto identitario della nostra comune cultura europea, purtroppo non sufficientemente valorizzata presso i cittadini dell’Unione, la quale ha costituito e costituisce tuttora il fondamento del processo di integrazione. Grazie ancora per aver citato i nomi di grandi intellettuali europei, patrimonio condiviso ed indispensabile di tutti noi.

Con non minore convinzione e riconoscenza concordiamo con Lei nel rifiutare linee di pensiero “di corto respiro” che danno “per scontato”, ovvero acquisito “una volta per sempre” quanto finora realizzato dall’Unione, rinunciando ad affrontare in modo unitario e costruttivo “un momento di crisi” come l’attuale, al fine di dimostrare quanto ancora il progetto di unità europea, purché rinnovato e rilanciato, possa dare “concreta applicazione alla formula dell’Europa dei cittadini”.

Nuovamente grazie per aver ricordato nel modo più netto l’impegno assunto dal nostro Paese con il Trattato di Lisbona, nel cui preambolo si pone esplicitamente l’obiettivo di “creare una Unione sempre più stretta tra i popoli d’Europa”. Un’Europa nella quale le decisioni “vengano assunte il più vicino possibile ai cittadini, secondo il principio di sussidiarietà“.

Egregio Presidente

Ci consenta ancora di apprezzare e sostenere quanto da Lei affermato, in altra occasione, sempre in riferimento al nostro Paese, in merito alla necessità e al dovere di rispettare la “nostra” Costituzione italiana, la quale all’articolo 97 dispone che “occorre assicurare l’equilibrio di bilancio e la sostenibilità del debito pubblico”. E questo, come Lei ha affermato, “per tutelare i risparmi dei nostri concittadini, le risorse per le famiglie e per le imprese, per difendere le pensioni, per rendere possibili interventi sociali concreti ed efficaci”.

Ci dichiariamo pertanto pienamente solidali con Lei e con la Sua così convinta adesione allo spirito della nostra Costituzione, sia nella sua concretezza che nelle sue idealità, nonché nella prospettiva di sovranazionalità di cui all’art. 11, confermando il nostro impegno tanto a sostenere la Sua illuminata dedizione alla causa dell’unità europea che ad operare attivamente nel campo della formazione per illustrarne e arricchirne la conoscenza presso i giovani e i cittadini in generale.

RingraziandoLa per l’attenzione, ci dichiariamo ancora grati per la Sua sensibilità nell’aver ricevuto alcuni mesi orsono alcuni nostri colleghi in rappresentanza della rete accademica “L’università per l’Europa. Verso l’unione politica”, che si è fatta promotrice di iniziative di dibattito e approfondimento sulle tematiche europee, sollecitando al tempo stesso una più diffusa formazione all’Europa nelle scuole e nelle università. La preghiamo pertanto di accettare i nostri più sentiti saluti e auguri di felice prosecuzione del Suo così confortante ed incoraggiante incarico presidenziale, ispirato dalla convinzione, come da Lei stesso affermato, che “l’integrazione nell’Unione ha messo in comune il futuro dei suoi popoli e questo ha consentito di cancellare frontiere, superare divisioni forzose e talvolta innaturali”.

Sinceramente

Roma, 24 novembre 2018

 

Maria Romana Allegri, Sapienza Università di Roma
Salvatore Aloisio, Università degli studi di Modena e Reggio Emilia
Paola Bilancia, Università degli studi di Milano
Raimondo Cagiano De Azevedo, Sapienza Università di Roma
Oreste Calliano, Università degli studi di Torino
Enrico Calossi, Università di Pisa
Roberto Castaldi, Università e-Campus
Silvana Cirillo, Sapienza Università di Roma
Gabriella Cotta, Sapienza Università di Roma
Claudio Cressati, Università degli studi di Udine
Sante Cruciani, Università della Tuscia-Viterbo
Leandra D’Antone, Sapienza Università di Roma
Jacopo Di Cocco, Università di Bologna
Massimo Fragola, Università della Calabria
Laura Frontali, Sapienza Università di Roma
Pietro Gargiulo, Università degli Studi di Teramo
Giuseppe Goisis, Università Ca’ Foscari, Venezia
Sandro Guerrieri, Sapienza Università di Roma
Francesco Gui, Sapienza Università di Roma
Vincenzo Guizzi, Università degli studi di Napoli “Federico II”
Giuliana Laschi, Università di Bologna
Francesca Longo, Università degli studi di Catania
Alberto Martinelli, Università degli studi di Milano
Marco Mascia, Università degli studi di Padova
Fabio Masini, Università degli studi Roma Tre
Mariagrazia Melchionni, Sapienza Università di Roma
Umberto Morelli, Università degli studi di Torino
Mariano Pavanello, Sapienza Università di Roma
Roberto Palea, Centro Studi sul Federalismo
Mirella Pellegrini, Università Luiss Guido Carli
Alberto Pigliacelli, Federazione Culturale Europaclub
Cesare Pinelli, Sapienza Università di Roma
Sergio Pistone, Università degli studi di Torino
Paolo Ponzano, Collegio europeo di Parma
Franco Praussello, Università degli studi di Genova
Daniela Preda, Università degli studi di Genova
Franco Carlo Ricci, Università degli studi della Tuscia-Viterbo
Paola Ricciulli, Sapienza Università di Roma
Vincenzo Russo, Sapienza Università di Roma
Pasquale Lino Saccà, rete cattedre Jean Monnet “I Mediterranei”
Umberto Triulzi, Sapienza Università di Roma
Lorenzo Vai, Università degli studi di Torino
Roberto Valle, Sapienza Università di Roma
Ugo Villani, Università degli studi di Bari “Aldo Moro”
Tommaso Visone, Sapienza Università di Roma

hanno inviato la loro adesione anche: Maria Paola Gargiulo, Damiana Guarascio, Silvia Polidori e Lino Venturelli

Video interviste realizzate a Bruxelles con l’Europarlamentare EFDD, Laura Ferrara sul Regolamento di Dublino e l’Europarlamentare S&D, Brando Benifei sulla strategia dell’UE per i giovani

Secondo appuntamento con la rubrica “le Università intervistano i Parlamentari europei”, realizzata dalla rete accademica l’Università per l’Europa. Verso l’unione politica, con la gentile collaborazione di Alessio Pisanò da Bruxelles.

Con l’ausilio della stagista Carolina Zanoni, sono state effettuate due nuove video interviste:

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Convegno “Il contributo italiano agli esordi del processo di unificazione europea: Patrimonio culturale ed impegno politico dei suoi protagonisti”, Roma 18 maggio 2018

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L’Europa e la difficile integrazione: tra crisi della democrazia e spinte verso il populismo, Roma 13 dicembre 2017

Mercoledì 13 dicembre, presso l’aula A della sezione studi storico-religiosi, 2° piano della Facoltà di Lettere e Filosofia, si terrà il convegno “L’Europa e la difficile integrazione: tra crisi della democrazia e spinte verso il populismo” (ore 9.15-12).

L’incontro vedrà partecipare alcuni giornalisti della stampa estera che dibatteranno sull’attualità politica europea e sugli appuntamenti elettorali che ne hanno scandito le fasi. Francesco Gui, docente di Storia moderna di Sapienza Università di Roma e coordinatore della rete universitaria “l’Università per l’Europa. Verso l’unione politica” e la dott.ssa Gianna Radiconcini del circolo “Via Cassiodoro” introdurranno l’incontro, che sarà moderato dal giornalista Giampiero Gramaglia dell’Istituto Affari Internazionali.

Interverranno i corrispondenti esteri in Italia: Michael Braun (Tageszeitung), Rossend Domenech (Vanguardia), Eric Jozsef (Liberation) e Micaela Taroni (Austria Press Agentur). A seguire avrà luogo il dibattito con studenti e pubblico presente.

Potete trovare qui di seguito la locandina-13-12-17 con il programma.

Celebrazione del 150mo anniversario del Congresso Internazionale della Pace e della Libertà (e per gli Stati Uniti d’Europa) di Ginevra, Bruxelles 21 novembre 2017

Nel 2017 ricorre un evento molto significativo per la storia politica e ideale europea. Il 9-12 settembre di 150 anni fa si tenne infatti a Ginevra il Congresso Internazionale della Pace e della Libertà (1867), con la presidenza onoraria di Giuseppe Garibaldi.
Al Congresso parteciparono 6000 delegati provenienti da tutta Europa e dai più diversi orientamenti: cattolici e protestanti, liberali, massoni, democratici, socialisti, internazionalisti, anarchici, mazziniani e garibaldini. Tra di essi ricordiamo come promotori del Congresso e come suoi partecipanti: Victor Hugo, Louis Blanc, Charles Lemonnier, Amand Goegg, Edgar Quinet, John Stuart Mill, Michail Bakunin, Fëdor Dostoevskij, Alexander Herzen.
In quella sede, per la prima volta si pose come condizione e obiettivo per la pace europea la formazione degli Stati Uniti d’Europa. A questo scopo vennero fondati la Lega Internazionale della Pace e della Libertà ed il suo organo dal titolo significativo ”Les Etats-Unis d’Europe”, primo settimanale bilingue (in francese e inizialmente anche in tedesco) nella storia politico-ideale europea, stampato fino al 1939, anno di inizio della Seconda Guerra Mondiale.
Crediamo sia un atto meritorio, oltre che necessario per l’Europa dei nostri giorni, celebrare un evento tanto significante per la cultura politica europea, quanto a tutt’oggi troppo poco conosciuto ai più ed assente nei manuali e programmi scolastici. Eppure la qualità degli interventi delle personalità che parteciparono si distingue tutt’ora per il suo altissimo livello.
A ciò si aggiunga che la presenza di Garibaldi testimoniò la vocazione europeistica del Risorgimento italiano, nella prospettiva di una Europa pacifica ed economicamente integrata, a cui l’apporto del pensiero del britannico Richard Cobden, per certi aspetti precursore del mercato unico europeo, fornì fin dai precedenti congressi della pace un contributo altamente preveggente.
Per tale occasione il Parlamento europeo a Bruxelles ospiterà il 21 novembre un evento di celebrazione dell’importante anniversario con la partecipazione di intellettuali e studiosi europei, per quanto attiene alla rievocazione storica del Congresso, e di parlamentari europei ai fini della valorizzazione di esso nell’attualità, in quanto fondativo dei nostri valori e dei nostri progetti di unificazione continentale.
Nel pomeriggio dello stesso giorno, la sede di Bruxelles di Sapienza Università di Roma ospiterà un seminario di carattere scientifico che approfondirà alcune figure chiave per la realizzazione del Congresso, quali il suo promotore Charles Lemonnier.

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A very significant anniversary for European political and ideal history falls in 2017. 150 years ago on September 9-12, the International Congress of Peace and Freedom (1867) was held in Geneva, with the honorary presidency of the Italian patriot, Giuseppe Garibaldi.
The Congress was attended by 6000 delegates from all over Europe and from different orientations: Catholics and Protestants, Liberals, Freemasons, Democrats, Socialists, Internationalists, Anarchists. Among them we mention as promoters of the Congress or participants: Victor Hugo, Louis Blanc, Charles Lemonnier, Amand Goegg, Edgar Quinet, John Stuart Mill, Michail Bakunin, Fjudor Dostoevsky, Alexander Herzen.
For the first time, establishing the United States of Europe was stated as a condition and goal for European peace. To this end, the International League of Peace and Liberty was founded, with a review, “Les Etats-Unis d’Europe”, the first bilingual weekly (both in French and initially in German) in the European political-ideal history, printed until 1939, at the beginning of the Second World War.
We believe it is a meritorious act, as well as necessary for Europe nowadays, to celebrate such a significant event for European political culture. Furthermore, it is mostly absent from schools and university’ manuals and curricula. Reading the transcript, the quality of the interventions of the participating personalities is very remarkable for its highest level.
Additionally, the presence of Garibaldi certified the European vocation of the Italian Risorgimento in the perspective of a pacific and economically integrated Europe, not to mention the contribution offered in previous peace congresses by Richard Cobden, to be considered a pioneer of the modern European Single Market.
On this occasion, the European Parliament in Brussels will host on 21 November a celebration of the important anniversary with the participation of European intellectuals and scholars, focusing on the historic re-enactment of the Congress, and Members of the European Parliament, analyzing how relevant it is now for the actual European politics, taking into consideration its influence on European fundamental values and unification projects.
In the afternoon of the same day, the Brussels siege of Sapienza University in Rome will host a thematic seminar that will increase knowledge of several key figures participating to the Congress, such as its promoter Charles Lemonnier.

Quinto seminario “Quo vadis Europa 2020? L’Europa dell’euro, la gestione dell’UEM nel contesto internazionale”, Roma 29 maggio 2017

Sapienza Università di Roma

Facoltà di Lettere e Filosofia

Aula C, secondo piano,

Dipartimento di Storia Medievale  

Roma, lunedì 29 Maggio 2017

ore 10.00-13.00

 

 

Intervengono:

 

Bruno Botta Pro Rettore La Sapienza Università di Roma

 

Francesco Gui Docente di storia moderna, Sapienza Università di Roma, Coordinatore della rete “L’università per l’Europa. Verso l’unione politica”

Giampiero Gramaglia Giornalista e Consigliere IAI

 Case Study:Impresa e ricerca”

Elena Giglio APRE (Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea)

Marco Falzetti Direttore APRE (Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea)

 Ezio Andreta Coordinatore progetto Foresight del C.N.R. già Presidente APRE

Pasquale Lino Saccà Jean Monnet Chair ad personam E.C. Network “I Mediterranei South East Dialogue”

 

 

La partecipazione al ciclo di seminari dà diritto a 2 CFU per studenti triennali

Europa en marche. Scenari dopo le elezioni francesi e olandesi, Roma 23 maggio 2017

vedi locandina_europa-_en-marche__2b

Appello ai Capi di Stato e di Governo europei per un’Europa Politica e Culturale

Sono sin troppo note a tutti Voi le ragioni di fondo che, dal ’57 ad oggi, hanno accompagnato il cammino dell’Europa. Un cammino che ha suscitato tante speranze, tante attese, ricco di luci ed ombre, di risultati positivi, ma anche di delusioni per le tante occasioni mancate.

Un cammino che si è arenato a seguito della situazione determinata dalla crisi economico-finanziaria, iniziata il 2008, ma ancora in corso, resa ancora più evidente dalle altre emergenze sopraggiunte nel frattempo (condizioni sociali, disoccupazione, immigrati, attentati terroristici, sicurezza,  turbolenze ai confini, nel Mediterraneo, a livello internazionale,  ecc…). Una crisi grave a tal punto da causare un vero e proprio sbandamento ed un blocco della capacità di agire e decidere dell’Unione, come mai era avvenuto in passato.  Tutto ciò ha reso ancora più evidenti le sue contraddizioni, i suoi limiti giuridici, politici e democratici, in particolare dell’Eurozona, provocando un vero e proprio distacco della maggioranza dei suoi cittadini, che, man mano, sono attratti e risucchiati dalle forze antisistema, populiste ed anti-europee, ormai sparse in tutti i paesi dell’UE. L’uscita del Regno Unito è un fatto inequivocabile  della crisi di questa Unione.

Praticamente, quando è arrivato il momento delle scelte vere, coraggiose e giuste, per aiutare i propri cittadini e fugarne le paure, l’UE, nonostante i tentativi, si è dimostrata del tutto incapace di farlo (salvo  la BCE, unico organismo “federale”). E’ rimasta latitante, dimostrando plasticamente le sue debolezze attuali, il contrario di quanto sarebbe stato necessario fare, di fronte ai suoi cittadini ed alle aree di crisi del resto del mondo. Stessa reazione rispetto agli USA, dopo i cambiamenti impressi dal nuovo presidente; un paese, invece, col quale va mantenuto il dialogo e la collaborazione.

Di fronte a tutto ciò, l’UE ha davanti due alternative:

  1. mantenere l’atteggiamento attuale; indifferente ed impotente rispetto al nuovo quadro in cui si trova immersa; continuare a prendere provvedimenti tampone, fare dichiarazioni e promesse retoriche, aspettando gli eventi. Un atteggiamento che aggraverebbe il suo declino, la sua crisi esistenziale, fino a provocarne, probabilmente, la caduta definitiva;
  2. decidere di imprimere una svolta all’atteggiamento sinora seguito, cambiare completamente direzione, uscendo dall’imbuto in cui si è infilata, correndo, ed accettando, i rischi a cui potrebbe andare incontro.

Noi chiediamo che il vertice di ROMA del prossimo 25 marzo dimostri coraggio e lungimiranza, imboccando la seconda alternativa da noi indicata; quindi non si riduca solo ad un atto celebrativo, con l’approvazione, informale, della solita Dichiarazione dei vertici. Se ciò dovesse avvenire, per l’ennesima volta, l’UE commetterebbe un errore imperdonabile, grave e pieno di incognite. Perciò vogliamo fare affidamento sulla responsabilità di tutti i paesi, al di là della loro posizione sul processo di integrazione, a partire da quelli “fondatori”, in particolare la Francia, oggi di fronte ad una scelta dirimente.

Noi chiediamo un cambio di passo sostanziale, un impegno che esprima la necessità di dare avvio a:

un’Europa politica, solidale e culturale, che completi l’Eurozona e decida di condividere, insieme a quella della moneta, le sovranità di altre politiche: economica, finanziaria, fiscale, sociale, della sicurezza, interna ed esterna…, oltre alla democrazia ed allo stato di diritto, iniziando da un gruppo di paesi “volenterosi”, che per convinzione, opportunità e/o necessità decidono di continuare sul cammino dell’integrazione;

una tabella di marcia che indichi un progetto chiaro per una nuova Europa, indicando tempi  e modalità per questa nuova fase dell’integrazione, tale da renderla credibile ai cittadini, che devono percepirla utile, necessaria e sentirsene protagonisti .

Dobbiamo quindi realizzare un’Europa di popoli e paesi che vogliono essere più solidali e condividere insieme la sovranità su altre politiche; un’Europa comunque aperta e legata a quella di coloro che non sono ancora pronti e vogliono condividere, per ora, solo il mercato unico o poco più.

Noi siamo convinti che questo appello interpreti ed esprima le aspirazioni di milioni di europei che ancora vogliono continuare a sperare, aver fiducia e infondere coraggio ai decisori politici, per parte loro ancora incerti e poco convinti del fatto che un futuro migliore per tutti noi passa per un’Europa più unita.

 

Federazione Unitaria Italiana Scrittori- FUIS
L’Università per l’Europa. Verso l’Unione Politica
Eurispes
Sindacato Libero Scrittori Italiani- CISL
Sindacato Nazionale Autori Drammatici – SNAD
Unione Nazionale Scrittori e Artisti- UIL
Circolo Rosselli
Euro Union Group
Intesa sindacato Autonomo – ISA Creativi
Rivista “Confronti”
UGL Creativi
Unione Nazionale degli scrittori Greci

 

L’imminente referendum sulla riforma costituzionale. Pro e contro. Visto dall’Italia e visto dall’Europa, Roma, 25 novembre 2016

vedi la locandina in gualtieri-gotor

vedi i video dell’incontro:

parte 1 2 3 4 5

Il Montenegro in cammino verso Unione Europea e NATO, Sapienza Università di Roma, 25 novembre 2015, ore 13-15

Mercoled’ 25 novembre p.v. dalle ore 13.00 alle 15.00 il Segretario di Stato del Montenegro Aleksandar Pejovic e l’Ambasciatore montenegrino in Italia Anton Sbutega incontrano gli studenti e i professori nell’aula 1, piano terra, Facoltà  di Lettere e Filosofia, Sapienza Università  di Roma.
L’incontro verte sul cammino che la giovane Repubblica del Montenegro ha intrapreso verso l’adesione all’Unione Europea e alla Nato.

si veda il programma in Montenegro